Grecia: viaggio nell’Epiro. Cosa vedere in due giorni a Parga

Non amo viaggiare durante il mese di agosto: i turisti sono troppi, i prezzi eccessivamente alti e i luoghi non hanno lo stesso fascino che, invece, possiedono in altre stagioni. Il mio desiderio, questa estate, era di andare in vacanza in Croazia ma, proprio per le ragioni sopra elencate, ho preferito post porre il viaggio in un altro periodo dell’anno per apprezzare maggiormente il paese e averne poi un piacevole ricordo. Tuttavia, quest’estate, complici il mio compleanno, l’anniversario di matrimonio, il fatto di trovarmi nel sud dell’Albania e di avere pochi giorni a disposizione di ferie, hanno fatto sì che passassi un weekend nel nord della Grecia e, più precisamente, a Parga e Ioannina (ma di quest’ultima vi parlerò in un altro post).

Parga è una graziosa città di mare (affaccia sullo Ionio), circondata da splendide colline ricche di macchia mediterranea e lambita da acque cristalline. Il mio consiglio, se volete visitarla, è di evitare gli affollati mesi di luglio e agosto. Non pensavo che questa cittadina dell’Epiro greco fosse così conosciuta a livello turistico. Mi spiego meglio: è irrealistico pensare di non trovare turisti in una destinazione di mare greca durante la stagione estiva, ma non immaginavo neanche di imbattermi in un afflusso di persone così elevato (d’altronde, non si tratta di una meta rinomata come Mykonos o Santorini, quindi i miei pensieri erano in parte giustificati!). Perciò, la soluzione migliore è di recarsi a Parga a maggio-giugno oppure a settembre, per fare l’ultimo bagno di stagione e godere della città in tranquillità.

 

Visto il poco tempo a disposizione che avevo, ho avuto modo di visitare il centro, il castello, la zona del porto e di rilassarmi nella spiaggia di Valtos, a due passi dal centro città. Parga è una sorta di labirinto formato da strette viuzze, casette bianche e chiesette ortodosse che, per la sua struttura, mi ha ricordato le più famose città delle Cicladi. È un saliscendi continuo, ricco di negozi di souvenir dove vengono venduti i tradizionali prodotti greci tra cui saponette, oggetti per la casa, teli, olio d’oliva, ouzo, liquori di vario tipo, etc. Tutte le stradine del centro sfociano sul lungomare dove si trovano il porto, da cui partono le imbarcazioni che conducono nelle isole dirimpettaie di Paxos e Antipaxos (oltre che in spiagge isolate e non raggiungibili in altro modo), e i principali ristoranti e locali della città. Da Taverna Arkoudas ho mangiato uno dei migliori piatti di pesce che abbia mai assaggiato in vita mia: calamari ripieni di feta, finocchietto selvatico e pomodorini. Una delizia. Vi consiglio di fermarvi qui se volete mangiare bene senza spendere una fortuna (i prezzi a Parga sono abbastanza cari).

 

Di fronte al lungomare, si trova l’isolotto di Panagia con la deliziosa chiesetta bianca che è diventata il simbolo di Parga. Merita una visita il Castello che regala splendide viste sulla città, mare e chiesetta. La strada per raggiungerlo attraversa tutto il centro di Parga, passando per la via dei souvenir, ed è piuttosto ripida, con scalini impegnativi. Il Castello risale alla dominazione veneziana e domina la città dalla sommità di un colle offrendo splendidi panorami sia sul mare che sul centro. Nella parte centrale si possono osservare alcuni antichi cannoni e ci si può accomodare in un caffè costruito in una vecchia armeria per rilassarsi.

 

Ai piedi del castello è situata la spiaggia di Valtos. Si può raggiungere sia in macchina che a piedi e, in quest’ultimo caso, occorre percorrere una stradina in discesa che ha origine poco dopo dell’ingresso al castello, di fronte al bar Brazilian Green Cup. Valtos è una spiaggia in parte attrezzata, con ombrelloni e lettini a pagamento (8€/giorno), e in parte, sotto il castello, libera. L’acqua è molto bella, considerato poi che si è proprio in città è davvero meravigliosa, ed è la destinazione ideale se si vuole sfuggire al caos del centro e del lungomare.

 

Dove dormire

Durante il mio soggiorno ho pernottato presso Villa Ilios, un appartamento di proprietà di Maria, una gentile e simpatica signora greca che ci ha aiutato per ogni necessità. A questo link potete prenotare la vostra camera. Villa Ilios è situato vicino alla spiaggia di Valtos che si può ammirare direttamente dalle terrazze degli appartamenti che affacciano sulla strada. Le camere sono spaziose e silenziose.

 

Qualche considerazione:

Per chi non lo sapesse, nell’agosto del 1913 durante la Conferenza degli Ambasciatori delle grandi potenze a Londra, furono stabiliti i confini del nascente stato albanese e questi territori, parte della regione della Çameria, furono assegnati alla Grecia. A seguito di questa definizione territoriale, fu vietato l’utilizzo della lingua albanese, i bambini furono obbligati a frequentare scuole greche e molti çamurioti, semplicemente in quanto musulmani, furono inclusi nello scambio di popolazione avvenuto negli anni ’20 tra Grecia e Turchia sulla base dell’appartenenza religiosa. Nel 1940, poi, nel corso della seconda guerra mondiale, le truppe fasciste di Mussolini occuparono alcuni territori greci entrando dall’Albania (annessa dall’Italia l’anno precedente). Questo fatto portò i greci a considerare gli albanesi dei collaborazionisti dei fascisti italiani e dette il via ad una serie di violenze nei confronti della popolazione albanese locale. L’Albania ha un posto speciale nel mio cuore ed è un paese di cui si sa ancora troppo poco, soprattutto relativamente alle faccende politiche e nazionali. Durante la mia permanenza a Parga ho avuto modo di confrontarmi con persone di origine albanese e con molto dispiacere ho constatato il loro timore nel manifestare le proprie origini o addirittura nasconderle. Parlando con i greci della questione, alcuni di loro, i più giovani, si sono mostrati inconsapevoli di questi fatti storici, mentre altri, più anziani, si sono visibilmente alterati nell’affrontare l’argomento. Ad eccezione di chi è direttamente coinvolto per motivi personali sulla questione albanese, sono poche le persone a conoscenza di queste informazioni. Perciò, ho sentito la necessità di affrontare, seppur brevemente, questo argomento.

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