I miei viaggi

Kosovo: viaggio nel cuore dei Balcani. Itinerario tra Prizren, Gjakova e Deçan

Vi capita mai di tornare in un paese e averne un ricordo ancora più bello rispetto alla prima volta che lo avete visitato? A me è successo con il Kosovo. Dopo il viaggio della scorsa primavera, circa due settimane fa ho avuto il piacere di tornarci e scoprire nuove interessanti mete. Purtroppo, il Kosovo non appare quasi mai nelle liste delle destinazioni di viaggio; ci avete fatto caso? Tanti non sanno nemmeno dove sia, altri pensano che la guerra non sia ancora finita. Il Kosovo, pur essendo geograficamente in Europa, nell’immaginario comune degli europei è un “non-luogo”. Mi fa sorridere (in modo amaro) l’ignoranza di queste persone. Non sanno che in questo paese ci sono autentici tesori da scoprire, come antiche città in stile ottomano, bazar storici, moschee finemente decorate risalenti al ‘400-‘500 e monasteri ortodossi nascosti nelle foreste. Da visitare senza fretta e, soprattutto, senza imbattersi in folle di turisti. E se invece di andare a Parigi, Londra o Roma, decideste, per una volta, di esplorare nuove mete conosciute? Ci avete mai pensato? Certo, qui non ci sono monumenti mastodontici, torri Eiffel o Colossei, ma il Kosovo offre qualcosa di molto più prezioso e raro, di cui, purtroppo, ci stiamo scordando l’importanza, e cioè l’umanità.

Dopo quest’ultimo viaggio, sono rientrata a casa con la convinzione che questo paese meriti molto di più delle attenzioni che riceve e che io, nel mio piccolo, farò tutto quello che serve per far scoprire alle persone quanto ha da offrire. E non mi riferisco soltanto a monumenti storici, architetture o siti archeologici, che pure ci sono, ma mi riferisco soprattutto a un aspetto per cui il Kosovo rappresenta un unicum nel panorama europeo, e cioè l’aspetto umano. Sì, perché a differenza di quello che si possa pensare e a dispetto di quello che i media dicono, il Kosovo non è affatto un paese pericoloso e i suoi abitanti sono delle persone che definire meravigliose è dire poco. Persone ospitali, gentili e disposte ad aiutarti a qualsiasi costo.

Un viaggio in Kosovo è un viaggio nel cuore dei Balcani, in un paese che porta ancora le ferite profonde di una guerra recente e di una tragica pulizia etnica, ma che guarda con speranza al futuro. In questo articolo vi porto alla scoperta di Prizren, Gjakova e Deçan, tre gioielli che tutti dovrebbero includere nel loro itinerario di viaggio nella penisola balcanica. (Un grazie speciale alla mia amica Blerina che mi ha fatto da guida nella città di Gjakova, un gioiello sconosciuto ai più dove mi piacerebbe tornare presto, magari nella bella stagione).

 

Prizren: la capitale culturale del Kosovo

Prizren è una delle città più affascinanti dei Balcani. Ho già avuto modo di parlarne sul blog in questo articolo, ma ogni volta che ci torno è sempre un piacere e non posso fare a meno di scriverne ancora. È la destinazione più rinomata del Kosovo e non è difficile capire il perché: Prizren è un gioiellino in pietra con abitazioni in stile ottomano, chiese ortodosse, cattoliche e antiche moschee. Per ammirarle tutte insieme occorre salire in cima alla Fortezza di Prizren. Cercate di raggiungerla poco prima del richiamo alla preghiera islamica e lo spettacolo è assicurato. Il centro storico è abbastanza raccolto e si visita facilmente a piedi. Imperdibile una visita alla Moschea Sinan Pasha, uno degli esempi più belli di architettura ottomana in Kosovo risalente al 1615 con splendidi dipinti sia sulla cupola maggiore interna che sulle volte esterne. La moschea è ad ingresso libero, può visitarla chiunque, la porta è sempre aperta. Basta togliersi le scarpe e lasciarle nell’apposito armadietto prima di entrare. Una volta usciti recatevi sul retro della moschea, dove si trovano la fonte di acqua sacra che i credenti utilizzano per lavarsi le mani prima di pregare, e alcuni negozi di souvenir dove vengono venduti splendidi tappeti tradizionali dei Balcani con motivi geometrici, tazzine per tè, caffè turco e vari oggetti per la casa. Altri punti di interesse della città sono la Chiesa di San Giorgio, la Chiesa del Santo Salvatore, il Ponte di Gurit e i Bagni Turchi. Ritagliatevi un po’ di tempo per esplorare le stradine del centro storico e fermatevi a prendere un caffè e un baklava, molto buono quello del bar Cremeria.
Una piccola curiosità: sapete che a Prizren si parlano ufficialmente tre lingue? Oltre all’albanese e al serbo, a Prizren è parlato anche il turco, soprattutto tra gli anziani. Trovo questa notizia molto interessante. Una delle cose che, infatti, più mi piace dei Balcani è il mix di etnie e religioni differenti e il Kosovo, in questo, insieme alla Bosnia, ne è l’esempio più significativo.

 

Gjakova: gioiello inaspettato

La seconda tappa di questo viaggio è stata Gjakova, una città che volevo visitare da tanto tempo. Prima di parlare dei suoi punti di interesse turistico, mi preme aprire una doverosa parentesi. Gjakova è la città che, più di tutte, ha sofferto durante il conflitto del Kosovo. Qui si è consumata una delle pagine più buie della storia contemporanea: nella primavera del ’99 centinaia di uomini kosovari-albanesi sono stati uccisi in esecuzioni di massa e centinaia di donne violentate dalle truppe militari serbe guidate da Milosevic. È qui, in questa cittadina vicino al confine albanese, che si è registrato il maggior numero di vittime e di dispersi della guerra di cui ancora oggi non si sa il numero preciso. In aggiunta a questi fatti tragici, la città nel corso del conflitto è stata quasi completamente distrutta da parte dei militari serbi e, luoghi chiave, come lo storico quartiere del bazar Carshia e Madhe, sono stati ricostruiti solo pochi anni fa. Penserete che questo tipo di argomenti non abbia niente a che vedere con il tema del blog, cioè il viaggio. Ma visitare il Kosovo non è come andare a Ibiza o Mykonos, quindi a mio avviso è necessario parlare anche di queste cose. Per approfondire questi avvenimenti, vi consiglio di leggere, tra gli altri, questo toccante articolo di The Guardian.

Gjakova è stata una sorpresa. Sapete che qui si trova il mercato più grande dei Balcani? Io non ne avevo idea, ma effettivamente il bazar di Gjakova è immenso ed è molto bello, completamente ristrutturato da poco tempo per le ragioni sopra citate. Oggi qui si trovano negozietti in legno di artigiani locali, bar, caffè, ristorantini, opere di street art e, durante le sere d’estate, si trasforma in una delle tappe preferite dagli abitanti e turisti che visitano il Kosovo. Sapete che qui si trova anche una delle moschee più antiche della penisola balcanica? Si tratta della Moschea Hadum, il vero gioiello di Gjakova, un edificio risalente alla fine del ‘500 e situato nel vecchio mercato. È la moschea più bella che abbia visto nei miei viaggi nei Balcani, finemente decorata, con cupole in piombo e un giardino dove sono collocate le lapidi dei più influenti componenti della comunità musulmana presente in città. Leggermente fuori dall’area del vecchio bazar si trovano due edifici cattolici molto importanti, e cioè la Chiesa dei Santi Paolo e Pietro e la Chiesa di Sant’Antonio di Padova: sapete che a Gjakova vive la più grande comunità di cattolici del Kosovo? Questo paese è pieno di sorprese.

Il Monastero di Visoki Deçan: dimensione surreale

A circa venti minuti di auto da Gjakova, si trova il Monastero di Deçan, sito UNESCO nonché uno degli edifici religiosi ortodossi più importanti del Kosovo. Venerato sia da musulmani che cristiani per la sua bellezza architettonica, il monastero è sopravvissuto a decenni di guerre e conflitti. Già la posizione in cui è collocato è spettacolare, nascosto com’è in una foresta all’inizio del canyon di Deçan. Una volta superati i controlli (a seguito di alcuni attacchi contro il sito da parte di nazionalisti albanesi realizzati qualche anno dopo la fine della guerra, il monastero è sotto la protezione delle truppe KFOR, che chiedono i documenti per la visita) e oltrepassato il cancello di ferro, lo stupore continua: l’impressione è quella di essere stati catapultati in una dimensione surreale. La maestosa chiesa trecentesca in marmo bianco adagiata su un prato verdissimo è circondata da un’aura di tranquillità che, per un attimo, fa dimenticare di trovarsi in Kosovo. Gli affreschi dentro la chiesa, poi, sono semplicemente meravigliosi. Purtroppo non è possibile fotografare gli interni a meno di non avere ottenuto un permesso speciale. La storia del monastero risale alla prima metà del ‘300 quando fu commissionato dal re serbo Stefano Uros III, le cui spoglie sono state sepolte nella chiesa. La presenza di questo sito ortodosso, e di altri monasteri antichi come quelli di Gracanica e Peja/Pec, in territorio kosovaro è una delle principali ragioni alla base della contestata indipendenza del Kosovo da parte della Serbia che vede questo stato come una propria provincia in quanto è qui che si trovano alcuni dei principali monumenti sacri all’ortodossia serba. Al termine della visita (ad offerta libera), i preti del monastero offrono ai visitatori caffè e deliziosi dolcetti.

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Durante il mio ultimo viaggio in Kosovo sono stata ospite presso Kulla Dula, una tradizionale abitazione kosovara situata a pochi passi dal centro storico di Gjakova. La guesthouse è dotata di due stanze, una matrimoniale e una doppia con letti singoli, un moderno bagno in comune e un bel giardino con al centro una grande ortensia che, nella stagione primaverile, deve essere semplicemente stupenda. I proprietari di Kulla Dula sono gentilissimi, parlano inglese e sono pronti ad accogliere le esigenze dei clienti. In poche parole: fanno sentire il cliente come a casa. Tramite questo link potete prenotare l’hotel e ottenere uno sconto sulla prenotazione.

Se volete informazioni su come organizzare un viaggio in Kosovo, quali itinerari seguire, partecipare a tour ed escursioni organizzate da guide locali esperte che parlano un ottimo inglese, il mio consiglio è di affidarvi ai professionisti di Svonon.

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