I miei viaggi

Sarajevo: la città dove l’Oriente incontra l’Occidente

Eleganti palazzi in stile austro-ungarico e raffinati esempi di architettura islamica. Un luogo unico dove moschee si alternano a chiese cattoliche e ortodosse, e sinagoghe. E poi parchi, gallerie d’arte, hammam, caravanserragli. La ragione per cui Sarajevo è considerata unanimemente come la capitale più affascinante dei Balcani è molto semplice: Sarajevo è bella, anzi bellissima. Un museo a cielo aperto. La città è situata in una posizione idilliaca, circondata da verdi colline che, oggi, appaiono meravigliose ma che, durante i bui anni di quella guerra fratricida che ha spezzato il paese, hanno costituito un inevitabile svantaggio per i suoi abitanti assediati. È alla guerra, infatti, che non si può fare a meno di pensare quando si visita la capitale bosniaca. I segni di quella follia umana sono ancora oggi visibili sui palazzi della città: molti sono stati tinteggiatati o ricostruiti, su tanti altri si vedono ancora i buchi delle pallottole sparate dai cecchini senza pietà sui civili. Sono lasciati lì, per ricordare. Non basta certo una mano di intonaco per eliminare quello che è stato fatto. Sulle strade, poi, alcuni fossi delle granate sono stati colorati di rosso (le rose di Sarajevo). Viene un groppo alla gola quando ci si cammina sopra. In  tutto il paese accanto ad antichi cimiteri risalenti agli anni di dominazione ottomana, se ne trovano altri dove semplici lapidi bianche testimoniano le vittime di guerra e il parco Veliki, a Sarajevo, è stato trasformato in un memoriale che ricorda i 1.500 bambini che hanno perso la loro vita durante quei lunghissimi 44 mesi di assedio.

Il cuore di Sarajevo è la Baščaršija, il centro storico, ottomano, un labirinto di stradine che ha la forma di un grande bazar in stile turco, dove affacciano ristorantini, bar che preparano ottimo caffè turco, negozi di souvenir e antiquariato, gallerie d’arte e pasticcerie. Una piccola Istanbul nel cuore dei Balcani. Qui si trovano gli edifici d’epoca ottomana più belli della città, il caravanserraglio, gli hammam e la Moschea Gazi Husrev-beg, la più grande della Bosnia e uno dei più fini esempi di architettura islamica della Penisola, gravemente danneggiata durante la guerra, ma oggi, dopo un’accurata ristrutturazione, tornata al suo originario splendore. Il cuore del quartiere è, però, la Piazza dei Piccioni al cui centro si erge la celebre fontana (sebilj), il simbolo di Sarajevo.

Le architetture d’epoca ottomana non stridono con gli edifici austro-ungarici della città concentrati nel quartiere Ferhadija. Anzi, Sarajevo è una perfetta commistione di stili e senza gli uni, o gli altri, non avrebbe certamente lo stesso fascino. Una linea retta separa la Sarajevo orientale (Baščaršija) da quella occidentale (Ferhadija): è questo il punto esatto di incontro tra est ed ovest in Europa e immediatamente i caffè e le botteghe con lanterne colorate e tappeti ricamati con motivi geometrici, vengono sostituiti da negozi alla moda e palazzi che ricordano una Vienna un po’ fatiscente. La splendida Cattedrale del Sacro Cuore, anche questa danneggiata durante l’assedio, è l’edificio cattolico più importante di Sarajevo e dista solo pochi metri dalla Moschea Gazi. Nei loro pressi si trovano anche la Cattedrale ortodossa e la vecchia Sinagoga: è proprio questa compresenza unica di edifici religiosi che ha conferito a Sarajevo il soprannome di Gerusalemme d’Europa e che la rendono un unicum in tutto il vecchio continente.

La cosa più bella da fare a Sarajevo è perdersi per le sue strade e andare alla scoperta degli edifici che hanno segnato la storia del paese e dell’Europa intera. Come il Ponte Latino, il luogo dove nel 1914 ebbe luogo l’attentato all’arciduca Francesco Ferdinando che innescò la Prima guerra mondiale. Poi, prendere un tram e raggiungere l’area moderna della capitale, principale teatro di scontro della guerra degli anni ’90, oggi rimessa parzialmente a nuovo e, infine, tornare in centro a piedi camminando lungo il fiume Miljacka e ammirare gli eleganti palazzi che affacciano sulle sponde dello stesso, come l’Accademia delle Belle Arti e la sede dell’Università di Sarajevo, fino a raggiungere la Vijećnica, oggi sede del Municipio cittadino, ma fino al 1992 Biblioteca Nazionale. L’edificio, in stile neo-moresco, è di una bellezza disarmante con le sue geometrie, colori e giochi di luce. Il 25 agosto 1992 delle granate serbe deliberatamente lanciate contro il palazzo causarono la completa distruzione della biblioteca e un incendio comportò la distruzione di quasi tutti i volumi presenti all’interno dello stesso. Oggi, l’edificio è visitabile, ma al suo interno è vuoto: le stanze, un tempo piene di libri, ora non contengono niente. La sensazione che si prova spostandosi da una stanza all’altra è di straniamento. Si riesce solamente a immaginare il patrimonio culturale che doveva custodire in passato questo luogo e di cui oggi è stato, volutamente, lasciato il vuoto. Spostandosi da una stanza all’altra ci si domanda continuamente come sia possibile che sia accaduto tutto questo e si rimane spiazzati. Ma Sarajevo, non è una città triste. Nonostante il tragico passato, l’assedio e la guerra, Sarajevo è una città viva che ha resistito con tutte le sue forze e, anche se porta ancora oggi numerose ferite, è rinata. È una città che, anche se si vede per la prima volta, già vive nel nostro cuore.

 

Dove mangiare: sono numerosi i ristoranti a Sarajevo, ma il migliore che ho provato (sia per i piatti che per i prezzi) è Dveri in Baščaršija, un piccolo ristorantino con cucina tradizionale bosniaca. Prezzo medio: 8€/persona.

Dove pernottareHeritage Hotel Gate of Sarajevo è un’ottima soluzione per chi è in cerca di sistemazione a Sarajevo. L’albergo è situato in pieno centro storico, a due passi dalla ex Biblioteca Nazionale e dal quartiere storico Baščaršija e, per chi viaggia in auto, è ideale poiché dispone di un parcheggio (gratuito) dove si può lasciare la macchina e poi spostarsi liberamente per la città a piedi o con i tram. L’hotel è ospitato in un tradizionale edificio in stile ottomano e il gentilissimo staff multilingue è sempre pronto ad aiutare gli ospiti per qualsiasi esigenza. A questo link potete prenotare l’hotel.

 

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