I miei viaggi

Bosnia ed Erzegovina: 10 cose da fare a Sarajevo

Perdersi nella Baščaršija

L’anima ottomana di Sarajevo è sicuramente la zona più caratteristica e animata della città. La Baščaršija è contraddistinta da stradine lastricate, piazzette nascoste, bazar, pasticcerie, ristoranti, caffè e colorate botteghe dove è venduto artigianato tradizionale dei Balcani. La parola d’ordine qui è “perdersi”, ma tra una passeggiata e l’altra non scordatevi di assaggiare un dolce tipico.

Percorrere il Tunnel della Salvezza

A pochi metri dall’aeroporto di Sarajevo si trova quello che, durante i lunghissimi e bui mesi di assedio, era l’unico punto di contatto tra la Sarajevo occupata e il resto del mondo, il tunnel della salvezza. Il tunnel era lungo 800 metri scavati nei pressi di un’abitazione privata, oggi museo, dei quali sono rimasti percorribili solo 18 metri, ma bastano per rendersi conto di quanto dovesse essere importante quando era in uso.

Prendere la storica funivia

Rientrata in funzione l’anno scorso, dai tempi della guerra degli anni Novanta, la funivia collega in soli sette minuti di viaggio il centro storico di Sarajevo al monte Trebević, il luogo ideale se si vuole passare un po’ di tempo circondati dalla natura e ammirare la città dall’alto. Imperdibile.

Visitare l’ex Biblioteca Nazionale

Distrutta da parte delle milizie serbo-bosniache durante il terribile assedio di Sarajevo, l’ex Biblioteca Nazionale è stata ristrutturata e oggi è uno dei luoghi imperdibili in città. Le stanze che fino agli anni Novanta erano ricolme di libri, oggi sono vuote: a memoria dell’atrocità di quell’atto a causa del quale sono andati bruciati quasi tutti i volumi contenuti nella stessa.

Attraversare il Ponte Latino

Tornare adolescenti sui banchi di scuola: a Sarajevo succede anche questo. La città, infatti, fu il luogo dove l’erede al trono di Austria e Ungheria, Francesco Ferdinando d’Asburgo, morì per mano dello studente serbo Gavrilo Princip. Questo atto scatenò la Prima Guerra Mondiale: percorrere il Ponte Latino, nei pressi del quale si verificò l’evento, e visitare il Museo di Sarajevo alle sue spalle, è d’obbligo quando si è nella capitale bosniaca.

Scoprire perché Sarajevo è stata soprannominata la Gerusalemme d’Europa

Finché non si visita non ci si rende conto di quanto questo soprannome calzi a pennello per Sarajevo. Nel giro di pochi metri, infatti, si trovano i principali luoghi di culto delle religioni monoteiste: la Cattedrale Cattolica, la Cattedrale Ortodossa, la vecchia Sinagoga (oggi adibita a museo) e la Moschea Gazi.

Ricordare la storia recente

Visitare Sarajevo senza essere toccati dai tragici avvenimenti degli anni Novanta è impossibile. La città è stata teatro di scontri di uno dei conflitti più atroci del secolo scorso e, ancora oggi, a ricordare ciò che è stato fatto ci sono le rose di Sarajevo, i fossi delle granate lanciate sui civili dai militari serbi che sono stati colorati di rosso.

Bere un caffè turco 

Il costo delle pietanze è leggermente più alto rispetto agli altri ristoranti di Sarajevo, ma non potete proprio mancare di vivere un’esperienza tradizionale alla Inat Kuca. Ordinate un caffè turco al bar di questo splendido edificio dell’epoca ottomana, un’antica casa in pietra che nel 1895, quando il nuovo piano regolatore di Sarajevo ordinò l’abbattimento degli edifici nel luogo in cui si trovava anche questo, fu spostata al di là del fiume, di fronte all’ex Biblioteca.

Visitare la Sarajevo asburgica

La cosa più affascinante di Sarajevo è il suo perfetto mix tra architetture ottomane e palazzi asburgici. Dopo aver visitato la città vecchia, con le sue moschee e hammam, non mancate di recarvi nella zona occidentale della capitale bosniaca con la bella Cattedrale e alcuni eleganti edifici dell’epoca asburgica.

Dormire in un’abitazione tradizionale

Una delle cose più entusiasmanti da fare a Sarajevo è dormire in un’abitazione tipica ottomana. L’hotel Gate of Sarajevo, per esempio, a due passi dalla Baščaršija è costruito nel punto esatto dove Isa-Beg, il fondatore di Sarajevo, costruì la prima casa dei dervishi in città. Un’esperienza da fare una volta nella vita. A questo link potete prenotare l’hotel.

(Questo articolo è originariamente apparso su The Travel News)

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