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Girocastro: l’incanto della città di pietra

Il suono di uno scalpello che ritmicamente colpisce la pietra si disperde per le stradine acciottolate del centro storico di Girocastro. Proviene dalla bottega di Muhedin Makri nel cuore del Pazari i Vjeter, il vecchio mercato, uno dei bazar più affascinanti dei Balcani. Da tutta la sua vita Muhedin, che oggi ha più di 70 anni, lavora abilmente la pietra locale con tecniche che gli sono state tramandate dal padre e dal nonno. Il suo negozio è diventato un punto di riferimento imprescindibile per chi visita Girocastro e vuole comprare oggetti originali creati a mano, introvabili altrove. La pietra, che l’artigiano lavora sin da bambino, è il simbolo per eccellenza di questa città situata nel sud dell’Albania dove nei mesi estivi il sole batte così forte che tutto risplende di bianco. Fu Ismail Kadare, scrittore albanese di fama internazionale, a soprannominare Girocastro “la città di pietra” nel suo omonimo romanzo ambientato qui durante la seconda guerra mondiale, un capolavoro della letteratura contemporanea da leggere prima e anche durante la visita. La casa natale dell’autore è stata convertita in un museo che ospita interessanti mostre temporanee, molte delle quali dedicate alla fotografia.

Vale la pena di visitare anche un’altra abitazione, una volta a Girocastro, e cioè quella del dittatore Enver Hoxha, trasformata in Museo Etnografico nelle cui sale sono narrati usi e costumi albanesi dei secoli passati. Per farsi un’idea di come dovesse essere la vita in città durante i lunghi anni di dominazione ottomana (l’Albania è stata parte dell’impero ottomano per circa 500 anni), le abitazioni storiche nobiliari di Girocastro sono the places to be. In particolare, Casa Skenduli e Casa Zekate, due gioielli dell’architettura ottomana, catapultano il visitatore, attraverso percorsi che conducono alla scoperta di stanze, saloni e terrazze, direttamente nella vita quotidiana di una famiglia nobile albanese del ‘700-‘800. Ma tutta la città è un labirinto di sorprese e grazie alla sua unicità architettonica, è stata inserita dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità. Il bazar, in particolare, sapientemente restaurato dalla fondazione albanese-americana AADF che ha istituito anche il TID Gjirokastra con lo scopo di promuovere il turismo nel centro storico di questa città museo, è un gioiello dove la parola d’ordine è perdersi. La cosa migliore da fare qui è farsi trasportare, camminando lentamente e indugiando fra i vicoli in pietra, gli edifici bianchi con tetti in ardesia, la vecchia moschea, senza scordarsi di alzare lo sguardo per ammirare gli incantevoli scorci del Castello che dall’alto domina Girocastro. Lungo il percorso sfilano davanti agli occhi colorati qilim, i tradizionali tappeti albanesi decorati con motivi geometrici, del negozio Alma, i centrini finemente ornati dall’artigiana Vjollca Mezini, gli oggetti in legno creati da Anastas Petridhi, i prodotti originali di Idea Gjirokastra, e i gustosi prodotti gastronomici locali di eDua.

 

Dal bazar si prende la strada lastricata che conduce al Castello di Girocastro, uno dei manieri più affascinanti dei Balcani, in passato utilizzato come prigione sia dal re albanese Zog I che dal dittatore Hoxha. La fortezza custodisce un museo dove sono esposti armamenti antichi, un aereo militare americano abbattuto durante il secondo conflitto mondiale, una torre dell’orologio e resti di antiche chiese. Per chi non lo sapesse, una leggenda narra che la città deve il suo nome alla principessa Argjiro, sorella del governatore locale durante gli anni dell’invasione ottomana del paese, nel XV secolo, che rifiutandosi di arrendersi agli ottomani, si recò, insieme al piccolo figlio, nel punto più alto del castello per lanciarsi. Miracolosamente il bambino sopravvisse all’impatto, mentre dalle rocce collocate nel punto esatto dove cadde la madre cominciò a sgorgare latte per alimentare il piccolo. Ancora oggi, le pietre ai piedi del maniero sono coperte da depositi di calcio. Il castello affascina per l’antica leggenda e anche perché offre uno scorcio magico su tutta la città e sui panorami circostanti. Da contemplare in appagata solitudine.

 

Dove mangiare:
Odaja, ordinare le çifti, le polpette di riso tradizionali di Girocastro. Prezzo medio: 7€.
Kodra, il ristorante dell’omonimo hotel serve ai clienti eccellente cibo tradizionale. Prezzo medio 10€.
Te Rrapi, per un caffè turco come si deve in un ambiente fresco e rilassante.
Coffee Shop Cajupi, ordinare l’hoshaf, un dolce a base di latte e fichi.

Dove dormire:
Hotel Kalemi 1 e 2, due abitazioni tradizionali convertite in boutique hotel. A questo link potete prenotare uno dei due hotel.
Hotel Kodra, vicino al bazar e con una splendida vista sul Castello. A questo link potete prenotare l’hotel.
Stone City Hostel, l’ostello più cool di Girocastro. A questo link potete prenotare l’hotel.

Dove comprare:
edua, gastronomia tradizionale albanese.
Idea Gjirokastra, souvenir originali e saponi artigianali.
Alma Dhrami, il più antico negozio di souvenir di Girocastro, nel cuore del bazar.
Vjollca Mezini, per i centrini finemente ornati.
Anastas Petridhi, per originali oggetti in legno.

Eventi estivi:
Brumi i Jetes, festival su tradizioni e gastronomia locale (luglio).
Çeço Fest, festival folk (agosto).
Festival Folkoristico Nazionale, organizzato ogni cinque anni solo a Girocastro (la prossima edizione si terrà nel 2020).

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