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Prishtina: la Biblioteca Nazionale del Kosovo

La celebre rivista The Telegraph ha inserito la Biblioteca Nazionale del Kosovo “Pjetër Bogdani” nella classifica degli edifici più brutti del mondo (al 18° posto) e, pur non essendo il classico esempio di edificio  definibile architettonicamente armonioso, non si può negare che abbia un fascino unico. Inaugurata nel 1981 e realizzata dall’architetto croato Andrija Mutnjaković, la Biblioteca è una tappa imperdibile per gli appassionati di architettura brutalista: la struttura, in griglie di ferro e 99 cupole in vetro bianco sul tetto, ciascuna di dimensione diversa dall’altra, è un edificio decisamente bizzarro. La biblioteca è intitolata in onore dell’arcivescovo cattolico e scrittore albanese Pjetër Bogdani, forte oppositore dell’impero ottomano, nato nei pressi di Kukës (Albania del Nord) e deceduto a Prishtina, che nel 1685 scrisse la prima opera di prosa in prima battuta in lingua albanese, cioè non tradotta da altre lingue o idiomi (il Cuneus Prophetarum). L’edificio è il tempio culturale del giovane stato balcanico e spesso, al suo interno, ospita concerti e interessanti mostre fotografiche. Durante i bombardamenti NATO, la Biblioteca fu utilizzata dall’esercito serbo come centro di controllo e comando e, nello stesso periodo, circa 100,000 volumi furono rubati e bruciati e molte stanze dell’edificio furono gravemente danneggiate. Vale la pena non soffermarsi a guardarla esternamente, ma entrare dentro alla biblioteca, dove oggi sono custoditi oltre due milioni di testi, per osservare le cupole da una prospettiva diversa, il bellissimo pavimento in marmo colorato della hall e i muri coperti da rosette, opere dell’artista kosovaro-albanese Simon Shiroka. Le 99 cupole, in particolare, filtrano naturalmente la luce all’interno dell’edificio provocando, in alcuni punti, piacevoli giochi di luce da immortalare in fotografie. Dal punto di vista architettonico, sono varie le teorie sullo stile e sull’interpretazione simbolica delle cupole. Secondo una prima tesi, offerta dallo stesso architetto Mutnjaković, le cupole rappresentano una commistione tra gli stili bizantino e islamico entrambi fortemente presenti in Kosovo. Col tempo, tuttavia, si sono formate anche altre due teorie sul controverso stile dell’edificio. Secondo un primo orientamento le cupole costituirebbero una combinazione tra le cupole dei bagni turchi di Prizren e quelle della chiesa del Patriarcato di Peć/Peja, nel Kosovo occidentale, raffigurando così la coesistenza tra l’anima islamica e ortodossa propria del Kosovo. Un’altra teoria (criticata, per ovvie ragioni, dalla popolazione serba del Paese), invece, ritiene che le cupole rappresenterebbero il plis, il copricapo bianco di feltro tradizionalmente utilizzato dagli uomini albanesi. Secondo voi qual è la giusta interpretazione da dare alle cupole della Biblioteca?

Biblioteca Nazionale del Kosovo “Pjetër Bogdani”
Orari 7.00-21.00 da lunedì a venerdì; 7.00-14.00 il sabato; domenica chiusa.

Info: biblioteka-ks.org/ 

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