I miei viaggi

Albania, viaggio on the road tra antiche città, laghi incantati e paesaggi da fiaba

L’Albania del sud est, tutta da esplorare, riserva molte sorprese. Natura selvatica. Villaggi rurali in pietra. Il Lago più antico d’Europa e una delle città più affascinanti del Paese delle aquile. Scenari maestosi. Montagne innevate durante l’inverno e centri urbani che testimoniano l’antica convivenza pacifica tra culture e religioni diverse. Il modo migliore per apprezzare questa zona è con un viaggio on the road attraversando il Paese da Tirana fino a Pogradec, Korça e Voskopojë, cittadine ricche di storia, iniziative culturali, trattorie invitanti e hotel ospitati in antiche residenze aristocratiche di inizio Novecento. Come Life Gallery Hotel, a Korça, l’albergo dei sogni. Costruito in una villa degli anni Venti del secolo scorso, egregiamente ristrutturata e arredata con preziosi elementi di design, Life Gallery è un hotel dove tutto è studiato nel minimo dettaglio: dalle spaziose e moderne camere da letto, ai tre lounge bar, al ristorante fino all’incantevole giardino, tutto è perfetto e ricercato. Romantico, intimo e con uno stile unico, Life Gallery è la soluzione ideale per pernottare a Korça e visitare, in giornata, i suoi meravigliosi dintorni. Non solo è una delle strutture più affascinanti e meglio conservate della città (e dell’Albania), ma è anche collocato in una fantastica posizione, Bulevardi Republika, la maggiore arteria cittadina, nelle cui immediate vicinanze si trovano i principali punti di interesse di Korça.


POGRADEC E IL LAGO
Circa 120 km di strada abbastanza impegnativa separano Tirana da Pogradec, la principale città che affaccia sulla sponda albanese del Lago di Ohrid, annidato tra Albania e Macedonia, tra i laghi più antichi e profondi del mondo. È una delle destinazioni imperdibili nei Balcani e, se da una parte, il lato macedone, dal ’79 patrimonio Unesco con la meravigliosa città-museo di Ohrid, è ormai da tempo avvezzo al turismo, dall’altra il versante albanese, patrimonio dell’umanità solamente da luglio 2019, è ancora largamente inesplorato e selvaggio. Una visita ai preziosi mosaici di Lin risalenti ai secoli IV-V, una breve passeggiata a Pogradec, fuga estiva prediletta dagli albanesi per sfuggire alla calura, e poi dritti verso Drilon e Tushemisht antichi villaggi dei pescatori, anime storiche sulle sponde del lago, a due passi dal confine macedone, dove si mangiano succulenti piatti a base di pesce di acqua dolce, il koran (di allevamento, la pesca diretta nel lago è vietata), e ci si rilassa ammirando in tranquillità la bellezza assoluta di questo specchio d’acqua ai confini d’Europa.


KORÇA

Da Pogradec si imbocca la SH3 in direzione Korça, una delle destinazioni più amate dagli albanesi, dal fascino inimitabile. L’edificio simbolo della città è la Cattedrale della Resurrezione, la chiesa ortodossa più grande dell’Albania distrutta dal regime comunista tra gli anni ’60 e ’70 e ristrutturata nel 1992, davanti alla quale si allunga il Bulevardi Shën Gjergji, viale pedonale fiancheggiato da alberi, caffè, il Museo dell’Educazione e la Casa Romena, splendido esempio di architettura degli anni ’30 del secolo scorso, oggi sede del Museo Fotografico Gjon Mili, dedicato al fotografo albanese di fama internazionale. L’anima storica della città è racchiusa, invece, in quel quadrilatero di viuzze tra Bulevardi Republika e Bulevardi Fan Noli, alle spalle della cattedrale, dove antichi edifici trasandati e ville aristocratiche si alternano nelle piacevoli passeggiate che scoprono la città. Per assaporare l’eccellente gastronomia tradizionale ci si siede ai tavoli di Taverna Vasili, un ristorante nascosto, frequentato esclusivamente dai locali, dove mangiare cibo genuino preparato egregiamente, soprattutto carne alla griglia o al forno (da ordinare anche il dolce paçavure: specialità della casa a base di noci e sciroppo di zucchero). Una breve camminata conduce al Pazari i Vjetër, il vecchio bazar cittadino ristrutturato circa cinque anni fa e divenuto la principale attrattiva di Korça. Gli antichi edifici sono stati riportati all’originario splendore, mentre quelli più moderni dotati di un aspetto pittoresco. I tavolini all’aperto dei locali (gustatevi un caffè al Kooperativa o una raki al Komiteti) affacciano sulla piazzetta centrale, un tempo fulcro della vita sociale cittadina e delle attività commerciali. Basta perdersi in una delle strette viuzze secondarie per rivivere l’atmosfera del vecchio mercato facendosi guidare dal ritmico battere degli artigiani che modellano il ferro, fino alla Moschea Iljaz Bej Mirahorit. Eretta nel 1496, quando Korça era un importante centro amministrativo delle province albanesi dell’impero ottomano, è una delle più antiche del Paese delle aquile. Qui, per un attimo, si può immaginare come dovesse essere in passato la vita in questa affascinante città albanese e si finisce per innamorarsene completamente.


VOSKOPOJË
Appena 20 km di tragitto separano Korça da Voskopojë, un gioiello in pietra abbarbicato sulla montagna lungo l’antica Via Egnatia, un tempo importante città che intratteneva relazioni commerciali persino con Venezia, Vienna e Budapest. Si visita facilmente in mezza giornata da Korça ed è la meta invernale perfetta se si viaggia con i bambini: durante la stagione fredda, infatti, le nevicate sono copiose e le occasioni per divertirsi insieme ai più piccoli ancora di più (la strada è tenuta pulita e sotto controllo dallo spazzaneve). Delle oltre venti chiese originarie di cui disponeva la città, oggi ne sono rimaste quattro e un monastero fuori dal centro, ma sono sufficienti per rendersi conto del glorioso passato di Voskopojë. La più grande è la Chiesa della Dormizione della Vergine, eretta nel 1699, ma la più affascinante di tutte è la Chiesa di San Nicola, risalente al 1721, con il meraviglioso portico affrescato sul lato della chiesa da dove si accede all’interno, scrigno di preziosi affreschi: un incanto. La cittadina, al suo apice nei secoli XVII e XVIII, visse un periodo di declino a seguito della distruzione operata dalle forze ottomane capeggiate da Ali Pasha di Tepelenë e dalla successiva ridefinizione delle rotte commerciali. La principale particolarità di questo villaggio sono i suoi abitanti: la popolazione, in passato, era composta principalmente da arumeni, un popolo valacco probabile risultato di antiche colonizzazioni romane che, ancora oggi, costituisce un’importante minoranza etnica nel Paese delle aquile e nel resto dei Balcani. Gli arumeni trovarono rifugio in questa zona montana dell’Albania, e altrove nella Penisola, e, sotto l’impero ottomano, mantennero vive le proprie tradizioni culturali e linguistiche (la lingua che parlano è neolatina) trasformando Voskopojë nel loro centro culturale e intrattenendo importanti relazioni con il mondo ortodosso greco, pur rappresentando da sempre uno dei principali centri attivi della cultura albanese (qui, oltre a una proficua produzione artistica religiosa, si sviluppò persino la stampa). Oggi Voskopojë è un intreccio di stradine di pietra su cui affacciano villette, hotel e qualche ristorante tradizionale da cui provengono invitanti profumi di carne alla griglia. Un angolo di Albania da scoprire ora, prima che se ne accorgano tutti quanti.

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2 commenti

  • Domenica

    Ciao Francesca!
    Meravigliose le immagini e le parole con le quali ci racconti questa tua splendida terra!

    Una curiosità!

    Gli affreschi della Chiesa di San Nicola, e il portico sono sempre visitabili?

    Davvero notevole …
    Buona serata! A presto …

    Mimi

    • Letters From The Balkans

      Grazie di cuore! Sono contenta che ti siano piaciute le immagini e anche le parole 🙂
      Io ho trovato la Chiesa aperta, con il prete dentro, ho letto però che capita spesso di trovarla chiusa: tuttavia, basta chiedere a chi abita intorno se è possibile chiamare il prete e visitare l’edificio. Un abbraccio

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