Albania: cosa vedere in un giorno a Berat

Tra i siti Unesco imperdibili dell’Albania e dei Balcani, la città di Berat è senza dubbio uno dei più affascinanti. L’ideale sarebbe fermarsi qui un weekend, per ammirare senza fretta ogni dettaglio che ha da offrire, ma se avete solo un giorno a disposizione, allora salvatevi questo articolo per scoprire quali sono i luoghi imperdibili da scoprire in poco tempo. Soprannominata la città dalle finestre sovrapposte per via dei numerosi punti luce sugli edifici, Berat è talmente bella che sembra uscita da un libro di fiabe e e, grazie alla sua architettura tradizionale ancora oggi ben preservata, è stata definita dall’UNESCO come il migliore esempio di città ottomana conservato in Europa.

La sua storia è legata all’antica leggenda dei due fratelli Shpirag e Tomor in lite per una bella fanciulla di cui entrambi erano così tanto innamorati che, per contendersela, combatterono tra di loro fino a morire. Tomor, per combattere, utilizzava una spada, mentre Shpirag rispondeva con il mazzafrusto. È dalla loro storia che, si dice, siano nati i monti tra cui è incastonata Berat: il monte Shpirag che sembra tagliato a fette e il monte Tomor che ha delle enormi fosse. La fanciulla, triste per la rivalità tra i due fratelli, versò numerose lacrime che, sempre secondo la leggenda locale, dettero vita al fiume Osum che oggi divide la città nei due quartieri Gorica e Mangalem.

Entrambi i quartieri, con abitazioni in stile ottomano, chiese in pietra e moschee, meritano una visita. A Gorica, l’area meno turistica si trova il Monastero di San Spiridone, risalente al XVIII secolo, situato non lontano dal ristorante Antigoni, il più famoso di Berat, che vale una sosta per la cucina tradizionale e, soprattutto, per le splendide viste sul quartiere di Mangalem. È in quest’area che si trovano alcuni dei principali punti di interesse della città, come il Museo Etnografico, la Galleria d’arte Edward Lear, la Moschea degli Scapoli, la Moschea di Piombo, la Halveti Tekke, una confraternita di musulmani, e la Moschea del Re. Quest’ultima fu costruita a fine ‘400 per volere del sultano ottomano Bayezid II. Soprannominato Il Saggio, per la sua profonda cultura, il sultano si distinse per la politica di accoglienza degli ebrei sefarditi espulsi nel 1492 dalla Spagna, ai quali concesse di stabilirsi nei territori dell’impero ottomano e, dunque, anche nell’attuale Albania.

Una curiosità: la storia degli ebrei in Albania
Sono in pochi a saperlo, ma durante la seconda guerra mondiale, gli albanesi nascosero nelle loro case centinaia di ebrei in fuga dalla follia nazista che avanzava nel resto d’Europa. La straordinaria accoglienza fornita loro dal popolo albanese era fondata sulla besa, un codice d’onore che consisteva, e consiste tuttora, nel mantenere la parola data e aiutare, a costo persino della propria incolumità, chiunque abbia bisogno di sostegno. Il piccolo paese, a maggioranza musulmana, ai confini del vecchio continente, riuscì laddove tutti gli altri stati europei fallirono: al termine del conflitto mondiale, infatti, il numero di ebrei in Albania era di dieci volte maggiore rispetto all’inizio della guerra. La città di Berat è oggi sede dell’unico polo d’arte nel paese dedicato alla storia degli ebrei in Albania, il Museo Solomoni.

Imperdibile, infine, una tappa al Kala, il Castello di Berat (costo di ingresso: 100 lekë), costruito sulla collina rocciosa alle spalle di Mangalem, tra le cui mura si trovano i resti di antiche moschee, cisterne d’acqua e torri, oltre che il Museo Onufri, che custodisce opere del grande pittore e iconografo medievale albanese Onufri, allestito all’interno della Chiesa della Dormizione di Santa Maria, la Chiesa di San Teodoro e la scenografica Chiesa della Santa Trinità. Oltre alle splendide architetture conservate nell’area del castello, ciò che più colpisce di questa zona è che ancora oggi è abitata da persone. Prendetevi un po’ di tempo per visitare i principali punti di interesse e poi rilassatevi gustando un tradizionale caffè turco nel bar situato in cima al castello.

Leggi di più sull’Albania:
Albania, Penisola di Karaburun & Isola di Sazan: benvenuti in paradiso
Albania: Kruja, che meraviglia
Albania: 10 motivi per partire (subito)

Seguimi anche su Facebook: Letters From The Balkans

CONDIVIDI:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *