Letture dai Balcani, parte #2

Ecco una seconda selezione di titoli di libri ambientati nei Balcani. Dopo la prima lista pubblicata l’anno scorso (che potete leggere qui), in questo articolo troverete altri otto titoli di romanzi, volumi e testi, alcuni dei quali letti negli ultimi tempi, che vi consiglio di aggiungere alle vostre future letture se siete appassionati di questa affascinante regione europea. I riassunti, come già precisato la volta scorsa, sono quelli ufficiali, riportati dai siti delle rispettive case editrici, se cliccate sul titolo trovate i dettagli del libro. 

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Confine. Viaggio al termine dell’Europa

Autore: Kapka Kassabova
Editore: EDT, 2019
Pagine:405
Paesi: Bulgaria, Grecia e Turchia 

Quando Kapka Kassabova era bambina, il confine tra Bulgaria, Turchia e Grecia era considerato una via di fuga dal blocco di Varsavia migliore rispetto al Muro di Berlino, e così i suoi boschi e le sue montagne erano affollati di militari, spie e fuggiaschi. Kapka ricorda di avere giocato, nelle sue vacanze sul Mar Nero, sulla spiaggia a pochi chilometri dall’imponente barriera elettrificata il cui filo spinato puntava minacciosamente verso l’interno. Oggi questo paesaggio denso di foreste non è più altrettanto militarizzato, ma è ancora un sentiero battuto dai profughi di tragedie lontane, e porta ben visibili le sue molte cicatrici. È qui, in quelli che vengono chiamati i Balcani sud-occidentali, che Kassabova intraprende un viaggio verso le proprie radici e al tempo stesso verso il cuore di un passato secolare fitto di misteri, di sofferenza e di insopprimibile umanità. Scopre una regione plasmata da una successione di violente forze della storia: dalle molte crisi migratorie, dal comunismo, da due guerre mondiali, dall’Impero Ottomano e, prima ancora, da un’ancestrale eredità di miti e di leggende. In un paesaggio dominato da una natura selvaggia, disseminata delle enigmatiche tracce di vicende remote, Kassabova incontra guardie di confine e cercatori di tesori, imprenditori e botanici, guaritori e adepti di riti magici, rifugiati e contrabbandieri: il popolo del confine, un mondo brulicante di storie, di aspettative, di credenze e di conflitti, pervaso da una peculiare energia psichica che sembra scaturire dalla natura stessa.

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Venuto al mondo

Autore: Margaret Mazzantini
Editore: Mondadori, 2008
Pagine: 531
Paese: Bosnia ed Erzegovina 

Una mattina Gemma sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all’aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico, fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l’amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d’amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L’avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l’aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L’assedio di Sarajevo diventa l’assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola.

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Rosso come una sposa

Autore: Anilda Ibrahimi
Editore: Einaudi, 2008
Pagine: 260
Paese: Albania

Saba viene data in sposa, appena quindicenne, al più maturo Ymer, già vedovo di sua sorella. La giovane, malvista da suocera e cognate, dovrà imparare da sola a gestire marito e figli, specialmente dopo lo sterminio dei suoi fratelli da parte dei nazisti. Nel difficile compito, Saba ha come alleate dapprima le figlie e poi le nipoti, in un’epopea tutta al femminile che attraverserà anche la lunghissima parentesi del comunismo. La fine del comunismo è raccontata dalle sue discendenti, non senza rimpianti, perché per loro, pur tra tanti lati oscuri, la dittatura riuscì a sollevare l’Albania da uno stato di arretratezza feudale. Le vicende più vicine a noi sono raccontate da una nipote di Saba.

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La donna dai capelli rossi

Autore: Orhan Pamuk
Editore: Einaudi, 2017
Pagine: 272
Paese: Turchia

Cem è un liceale nella Istanbul di metà anni Ottanta come tanti altri quando suo padre farmacista viene arrestato dal governo e torturato dalla polizia a causa delle sue frequentazioni politiche. Non farà mai più ritorno a casa. Per aiutare la madre Cem andrà a lavorare in una libreria: è qui, tra i romanzi e gli scrittori che vengono a trovare il padrone della libreria, che Cem inizierà a sognare di diventare uno scrittore. Rimarrà sempre con questo desiderio, con questa fame di storie, anche se la vita ha in serbo altro per lui: quando la libreria chiude, Cem diventa l’apprendista di mastro Mahmut, un costruttore di pozzi. Tra maestro e allievo si stabilisce un legame profondo, e il ragazzo sente di aver trovato in Mahmut quel padre che da lungo tempo ha perso. Mahmut e la sua ditta hanno un nuovo incarico: scavare un pozzo in un paese nei dintorni di Istanbul. Ed è li che Cem incontrerà l’attrice dai capelli rossi. Inizierà a spiarla mentre è in scena, indifferente alla tragedia a cui sta assistendo, concentrato solo su di lei, e poi nella casa dove vive col marito, per strada. Fino a quando l’ossessione erotica per questa donna più grande di lui si trasformerà in un’unica, folle, indimenticabile notte di sesso. Cem non potrebbe essere più felice: non sa che la sua vita cambierà per sempre e che il destino ha già iniziato a tessere la sua complicata, crudelissima, imprevedibile trama.

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Bonavia

Autore: Dragan Velikić
Editore: Keller, 2019
Pagine: 352
Paese: Serbia 

Belgrado, inizio del nuovo millennio: la guerra in Jugoslavia è appena finita e stende ancora la sua drammatica ombra su ogni cosa. Molti si chiedono se sia il caso di andarsene, come hanno fatto altri prima di loro, come ha fatto Miljan che era fuggito a Vienna lasciandosi alle spalle Belgrado e un figlio appena nato. Ora è quel figlio, Marko, a fare la fila davanti a un consolato straniero per ottenere il visto di espatrio. Ed è lì che conosce Marija con la quale ben presto inizierà una relazione. Anche Kristina, amica di Marija, decide di partire. Andrà a Boston, in quegli Stati Uniti che sembrano il compimento di un destino oltre la “grande acqua”, come le aveva predetto l’indovina Rada durante i festeggiamenti per la maturità. Anni dopo, quasi per caso, i fili invisibili delle loro vite si riannodano a Vienna in un viaggio che per tutti diventa il fatidico punto di svolta…

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Aprile spezzato

Autore: Ismail Kadare
Editore: La nave di Teseo, 2019
Pagine: 222
Paese: Albania

Gjorg vive nel nord dell’Albania, tra montagne e villaggi fermi nel tempo. Quando il fratello viene ucciso da un vicino di casa, la vita del giovane muta radicalmente: secondo l’antico codice del Kanun, Gjorg dovrà uccidere il colpevole dell’omicidio di suo fratello e accettare di essere poi, di lì a un mese, assassinato a sua volta da chi vorrà vendicarsi di lui. I trenta giorni che Gjorg ha davanti, fino alla metà di aprile, potrebbero essere gli ultimi della sua vita, così decide di fuggire per cercare di viverli il più pienamente possibile. Nel frattempo una giovane coppia è partita da Tirana in viaggio di nozze: Besun e Diana vogliono raggiungere gli altopiani settentrionali per studiare le tradizioni e le leggi rimaste intatte dal Medioevo, a dispetto della modernizzazione. Lungo il loro percorso incrociano il cammino del fuggitivo; la sposa, al primo sguardo, si innamora di Gjorg, mutando per sempre il destino dei tre protagonisti.

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Scoprire i Balcani. Storie, luoghi e itinerari dell’Europa di mezzo

Autore: vari, a cura di Eugenio Berra
Editore: Cierre Edizioni, 2019
Pagine: 344
Paesi: ex Jugoslavia, Albania, Romania, Bulgaria

Un ibrido a metà strada tra libro di suggestioni e guida turistica, per accompagnare il lettore in un lungo viaggio da Trieste al Mar Nero attraversando ex Jugoslavia, Albania, Bulgaria e Romania, introdotto da un inedito di Paolo Rumiz. La terza edizione aggiornata di Scoprire i Balcani diventa la guida ufficiale di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa. Il volume vede la collaborazione di Le Courrier des Balkans, Q Code Magazine, East Journal; degli editori Odòs, Bottega Errante e Besa; delle ONG Vis, Cesvi e RTM. Propone inoltre testi inediti degli scrittori Faruk Sehic, Dusan Velickovic e Zdravka Evtimova; un focus sulle tradizioni vitivinicole di Paul Balke, tra i massimi esperti in materia; nuove vignette del fumettista Aleksandar Zograf e illustrazioni di Cristina Portolano, Silvia Rocchi, Igor Sovilj, Milan Simic. Dieci capitoli per dieci territori, pensati come altrettante finestre spalancate su una parte d’Europa ancor oggi poco conosciuta se non nei suoi stereotipi. Un percorso alternativo alle mete tradizionali, attento alla scoperta di splendidi luoghi minori, ai loro racconti – narrazioni, memorie, ricette, poesie o antiche leggende – e alle comunità di contadini e produttori appartenenti a Terra madre, la rete mondiale di Slow Food… per viaggiare in modo consapevole rispettando ambiente, culture e persone.

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Sarajevo Mon Amour

Autore: Jovan Divjak intervistato da Florence La Bruyère
Editore: Infinito Edizioni, 2007
Pagine: 272
Paese: Bosnia ed Erzegovina

“Vivo da 40 anni nello stesso quartiere, a Sarajevo, a due passi da un’antica chiesa ortodossa e da una moschea del XVI secolo. E salendo appena, da casa mia, raggiungo il seminario cattolico. Prima della guerra, quest’armonia, nata dalla differenza, si ritrovava nella vita d’ogni giorno. Sarajevo m’ha aperto gli occhi. Ero stupito nel vedere una città così ricca di grandi qualità umane, soprattutto la tolleranza e la generosità”. La guerra, le figure di Milosevic, Karadzic e Mladic, le contraddizioni e i voltafaccia della componente musulmana durante la guerra e i nazionalismi sorti dalla devastazione bellica sono qui spiegati. Il militare serbo che difese Sarajevo racconta le bombe, le tribolazioni dei civili, i doppi giochi dei politici bosniaci e della comunità internazionale, la miseria e il desiderio di una pace che in Bosnia non è ancora davvero arrivata. “Che vuoi che ti dica, compagno Divjak. L’unica cosa che ci resta è l’amore per questa straordinaria terra e per questa città unica al mondo che tu hai difeso con onore e che continui a onorare occupandoti degli orfani di guerra. Posso dirti che ti ringrazio per quello che hai fatto e che fai, ignorando i briganti oggi al potere. Dirti che amo ancora quel luogo come se l’avessi lasciato ieri. Ci torno, e il tempo è come se non fosse passato. Per me è tutto come allora, quando vidi Sarajevo la prima volta sotto la Luna, sotto le ultime nevi dell’Igman” (dall’introduzione di Paolo Rumiz).

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