Bottigliette-Sophie Van Llewyn

Una delle pagine più buie della storia romena e un pizzico di magia. Sono i due ingredienti alla base di Bottigliette, un incantevole romanzo scritto da Sophie van Llewyn e pubblicato dai tipi di Keller Editore con la traduzione di E. Grassi. Nella Romania degli anni Settanta, oppressa dalla dittatura comunista di Nicolae Ceaușescu, Alina e Liviu sono due giovani sposi, entrambi docenti, che tentano di sopravvivere come meglio possono agli abusi di potere e alle interferenze del regime nella vita privata. La loro vita cambia radicalmente quando un giorno il fratello di Liviu fugge a Ovest e, poco tempo dopo, Alina si rifiuta di denunciare una sua allieva per il possesso di una rivista proibita. La coppia entra nel mirino dei servizi segreti e le loro vite iniziano velocemente a sgretolarsi. Iniziano così a sognare di fuggire verso occidente: non resta che scappare dalla Romania, procurandosi visti per Germania e Italia, anche solo per provare a salvare quel che resta della loro felicità come coppia.

<<Stiamo cercando di scappare da questo Paese dimenticato da Dio. Sebbene sia la più vera di tutte, l’unica ragione per cui vogliamo un visto, dubito che confessarlo ai burocrati dell’ambasciata italiana sia una buona idea. Certo, possiamo giocarci la carta della pietà, ma non sono sicura che funzionerebbe. E poi sono convinta che i servizi segreti romeni abbiano orecchie anche lì e non vorremmo che sentano che stiamo cercando di scappare>>.

A mettere i bastoni tra le ruote alla coppia, però, non è solo la Securitate di Ceaușescu, ma anche la madre di Alina, un personaggio grottesco che incarna il moralismo del suo tempo. Per riuscire a mettere in atto il piano di fuga, Alina si rivolge a sua zia Theresa, punto di riferimento per la ragazza. Moglie di un importante esponente del partito e madre di un agente della Venerata Madrepatria, Theresa è depositaria di rituali magici e pratiche strampalate che mette in atto per aiutare i due ragazzi. Proprio la magia stravolgerà le vite di tutti. Pagina dopo pagina si viene trascinati nella vita di Alina. I capitoli alternano il racconto in prima persona della protagonista e quello in terza persona di una voce esterna narrante: è un cambiamento di cui a volte, talmente si è coinvolti dalla storia, si fa fatica ad accorgersene. “Bottigliette” è un romanzo intenso e a tratti ironico, dove realtà e magia si fondono insieme, un libro capace di raccontare -senza mai essere pesante- la vita nella Romania comunista. La magia, che pian piano entra nelle vite dei personaggi, si fa strada nella vicenda con estrema naturalezza. Un libro consigliatissimo.

<<C’è qualcosa nel modo in cui la speranza risale strisciando sulle nostre spalle fino a premere i suoi palmi contro i nostri occhi, facendoci sorridere pur se ignari del futuro. E siamo entrambi riluttanti a pronunciare il suo nome, per paura che possa svanire. C’è qualcosa nel modo in cui ci abbracciamo di notte, come naufraghi, come quell’estate in cui il mare ci lambiva i piedi, come quando ci siamo conosciuti. C’è qualcosa nel modo in cui diciamo lo faremo, lo faremo, lo faremo che risuona nelle nostre orecchie come una musica>>.

*Il libro è un dono dell’editore

 

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