Sensibilizzazione ambientale nella Terra delle aquile: il caso delle Aree Protette nel Sud dell’Albania

Negli ultimi anni la protezione e la conservazione del patrimonio ambientale hanno assunto un ruolo sempre più determinante nella società e, contemporaneamente, si è riscontrato un interesse maggiore da parte della popolazione chiamata a partecipare attivamente alla tutela dell’ambiente e a limitare i danni causati dalla propria attività. Sono sempre di più, infatti, le aree protette nate in tutto il mondo con lo scopo di conservare il patrimonio ambientale di determinate zone. Punto essenziale della loro esistenza è un’armoniosa integrazione con le comunità locali che vivono e lavorano in tali aree, con l’obiettivo -mediante un sistema di governance collaborativa tra esse, governo, settore privato e organizzazioni non governative- di assicurarne la sostenibilità nel lungo termine. In Albania le aree protette coprono il 15,8% del territorio del Paese e la maggior parte di esse sono costituite da foreste. La loro gestione è, però, ancora molto precaria e riscontra problemi strutturali che rendono difficoltoso il perseguimento di effetti durevoli nella protezione ambientale e della ricca biodiversità di cui esse si fanno portatrici. Ad oggi, infatti, il livello di protezione raggiunto in molte aree protette della Terra delle aquile rimane precario e i fenomeni illegali di sfruttamento, come il disboscamento, la caccia o la costruzione non autorizzata, che ne minacciano la preservazione, rimangono ancora molto diffusi. Come preservare, allora, la biodiversità di queste zone? La soluzione migliore è quella di espandere le superfici delle aree protette, così da includere tutti i tipi di ecosistemi all’interno di questa rete, come uno degli elementi chiave dello sviluppo sostenibile.

L’espansione e il rafforzamento della rete delle aree protette, come base per la creazione della Rete Ecologica del Paese e come parte della rete europea Natura 2000, è considerato uno degli obiettivi più importanti del Piano d’Azione per la Biodiversità in Albania. È in questo quadro che si inserisce il Progetto ACAP – “Azione Comunitaria per la Conservazione delle Aree Protette dell’Albania” finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e implementato da COSV – Coordinamento delle Organizzazioni per il Servizio Volontario, CELIM, INCA e l’Agenzia Albanese delle Aree Protette (NAPA) dal 2018. Il principale obiettivo del progetto è la protezione del patrimonio naturalistico, la promozione di forme di governance partecipata delle aree protette e lo sviluppo socio-economico sostenibile delle aree target identificate, quali Valona, Gjirokastër e Berat. Per ridurre l’impatto ambientale legato all’attività umana, il progetto si è focalizzato da un lato sulla formazione professionale delle guardie-parco e dei funzionari, dall’altro sulla sensibilizzazione e coinvolgimento attivo delle comunità locali e delle imprese finalizzato a un più ampio impatto attraverso la promozione di forme di turismo responsabile con un occhio costante verso l’income generating e la conversione parziale alla green economy. In quest’ottica, nella zona di Valona, attraverso il fondo di subgranting CAF – Community Action Fund, l’organizzazione locale CERCI -con il supporto della ONG Italiana COSV- ha organizzato una serie di interventi tra i quali un sentiero naturalistico all’interno dell’Area Protetta Vjosë-Nartë e la riqualifica di alcuni bunker attraverso la street art. A quest’ultimo intervento hanno partecipato anche la crew 167/B Street e l’artista Mr.Fjodor, realizzando anche un’opera d’arte nello stabilimento industriale Ish-SODA, una delle aree più colpite dalla de-industrializzazione che ha caratterizzato gli ultimi 30 anni del Paese e la città di Valona, sede di gravi ingiustizie ambientali e sociali.

In quest’area sono stati riprodotti i ritratti degli ambientalisti Chico Mendes e Leke Gjiknuri. Il primo è stato una delle figure più importanti del movimento ecologista mondiale, ucciso dai gruppi di interesse perché contrastava la deforestazione massiccia dell’Amazzonia, mentre il secondo è stato uno dei padri dell’ambientalismo albanese che ha spinto per l’introduzione del primo articolo sulla protezione dell’ambiente nella costituzione pluralista del Paese. L’obiettivo di tale azione, oltre a diversificare l’offerta culturale e promuovere itinerari di turismo sostenibile, è stato quello di aumentare la sensibilizzazione in città sul ruolo sempre più importante che l’ambiente ha nelle nostre vite e far riflettere sulla profonda connessione tra natura e uomo.

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